Amsterdam: non solo per capodanno

Capodanno ad Amsterdam

Capodanno ad Amsterdam

La città di Amsterdam, sospesa tra mare e cielo, al visitatore che nella foschia del mattino osserva i suoi canali scuri, può trasmettere una sensazione di fragilità, di deperimento ineluttabile. Un po’ come accade per Venezia. Ma la capitale dell’Olanda non ha solo il fascino malinconico della nostra Venezia, bensì anche la modernità di una città all’avanguardia. Si tratta di una meta che merita un viaggio tutto l’anno, non solo per Capodanno, vediamo perchè.
E’ una città ricca di storia , ben6800 costruzioni sono state classificate “monumenti storici”, di arte e di cultura. Ci sono 40 teatri, 43 cinema, centinaia di gallerie e 23 musei, tra i quali il gigantesco tollerante, sia per le idee nuove che per le ondate di immigrati: nel corso dei secoli ha dato rifugio a perseguitati religiosi e politici, ai discendenti degli schiavi africani, ecc… Attualmente la minoranza più rappresentata è quella cinese: nel quartiere loro riservato si possono vedere negozi cinesi traboccanti di stoffe esotiche e librerie con testi scritti con gli ideogrammi, molti ristoranti cinesi, mercanti di mobili laccati e forse anche la fumeria d’oppio nascosta nel retrobottega. Legalità e illegalità convivono non solo qui, ma soprattutto nel Red Light District (il vero nome del quartiere è Zeedijk). Amsterdam è una città tranquilla e turbolenta allo stesso tempo: è questa una delle sue contraddizioni. La piazza più frequentata non è la centrale Dam, ma il Leidseplein. Ogni giorno vi si esibiscono burattinai e mangiatori di fuoco, musicisti e prestigiatori. Qui si incontrano gruppi africani che danzano al ritmo del tam-tam, peruviani che suonano motivi andini, suonatori di cornamusa e cantori irlandesi. In Inverno c’è anche una pista di pattinaggio. È un luogo affollato, ma non pericoloso. Il Red Light District, in compenso, è misterioso come una giungla: il quartiere a luci rosse è il regno dei mendicanti, dei furfanti e delle prostitute. Ma forse è proprio questo gusto per l’eccesso e per il proibito che attira tanto noi italiani: da noi Musei del sesso o “donnine in vetrina” sono di certo impensabili. Anche senza entrare nel regno della trasgressione, come non menzionare il Waterlooplein, una piazza interamente rinnovata e molto animata dove si trova il più celebre – e bizzarro – dei mercatini delle pulci di Amsterdam, o il De Pijp, un quartiere cosmopolita e piuttosto stravagante, le cui vie sono intitolate ai preziosi smeraldi e agli scintillanti zaffiri. Insomma, una consolazione, seppur magra, per chi non si può permettere di comperare una pietra preziosa in una delle tante taglierie specializzate nella lavorazione dei diamanti. Amsterdam si gira a piedi o in bicicletta: quest’ultima è la soluzione più rapida, ma va consigliata ai ciclisti esperti. Gli abitanti di Amsterdam, quando inforcano la loro bici, diventano alquanto spericolati e tendono a dimenticare le più elemtari norme del codice stradale.
Un modo molto romantico per visitarla è navigando sui sui canali: esistono dei battelli-taxi per andare dove si vuole e dei battelli per mini-crociere. E poi, c’è il battello-museo, ossia un battello che con partenze ogni mezz’ora dalla stazione centrale compie un percorso stabilito fermandosi presso parecchi musei.
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