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Capodanno a Maiorca (Baleari)

Capodanno a Palma di Maiorca
Il porto illuminato la sera di capodanno, a Palma di Maiorca




I nostri lettori si saranno accorti che quest anno proponiamo per i viaggi di capodanno diverse destinazioni “estive”… secondo noi si tratta di ottimi spunti di viaggio alternativi, per chi cerca qualcosa di piacevole e diverso a prezzi accessibili: le nostre proposte vertono infatti su località che in alternativa al mare offrono molte cose da vedere e da fare, cose che magari in estate andrebbero in secondo piano rispetto all’ozio da spiaggia! Tra queste, un posto di rilievo lo merita sicuramente Maiorca, che è la maggiore per dimensioni, nonché una delle isole paesaggisticamente più interessanti dell’arcipelago delle Baleari: è nota come meta turistica mondana soprattutto per la movida di Palma di Maiorca, il suo capoluogo, ma offre molto altro.

Da un punto di vista squisitamente naturalistico, infatti, l’isola permette di spaziare dalle spiagge di sabbia bianca che costellano la costa, alle grandi riserve naturali dell’entroterra, come la Sierra de Tramuntana, rocciosa e fitta di arbusti.
A questi affascinanti parchi naturalistici, si affiancano moltissimi siti d’interesse storico, memoria delle tante dominazioni subite dalle isole spagnole nei secoli passati, che hanno lasciato traccia negli edifici religiosi di Palma de Maiorca, ad esempio, oppure nei pressi di Alcudia.

Capodanno a Palma di Maiorca
Il porto illuminato la sera di capodanno, a Palma di Maiorca

Palma in particolare, sottomessa sia dai romani che dagli arabi, offre diverse attrazioni interessanti. Primi tra tutte, i Bagni Arabi, interessanti nonostante siano mal conservati, piccolo edificio a pianta circolare e a volta, circondato da un colonnato ormai in piena decadenza.

Ma è nel periodo barocco che la città si riempie di costruzioni tuttora visitabili, come il palazzo che ospita il Municipio cittadino, o la Basilica di San Francesco, risalente al 1200, nota per il ricco portale e per il chiostro particolarmente ampio e ricco di piante che custodisce all’interno, o ancora la Cattedrale di Santa Maria, costruita tra il Trecento e l’Ottocento, secolo in cui, a causa di un evento naturale, fu ricostruita ex novo l’intera facciata. L’impianto è gotico, così come le alte guglie che sovrastano la costruzione, e il rosone è uno dei più grandi in tutto il mondo, raggiungendo un diametro di ben dodici metri.
Il sito archeologico di Pollentia, invece, permette di ammirare quanto rimane dell’insediamento romano risalente a pochi decenni prima della nascita di Cristo: un teatro, un foro ed alcune “domus” sono circondate dai resti delle antiche mura di questo insediamento, utilizzato nei secoli successivi al suo abbandono anche come necropoli.

Ma se si va a Maiorca durante il Capodanno, non è solo per immergersi nella storia dell’isola, ma anche e soprattutto per divertirsi, magari facendo proprie qualcuna delle tradizioni tipiche locali.

Per l’isola di Maiorca, in particolare, il giorno del 31 dicembre coincide con la Festa de l’Estendart, che commemora l’ingresso in città di Giacomo I intorno al 1230: le celebrazioni di questa festa di liberazione dell’isola, sono festose e vanno avanti per tutta la giornata ad iniziare dalla mattina del 31, con la presenza in città di gruppi di cantanti che si esibiscono in tradizionali salmi natalizi.

Tradizione del luogo (e di tutta la Spagna) per festeggiare l’ingresso del nuovo anno, invece, è di mangiare allo scoccare della mezzanotte dodici acini d’uva, uno per ogni mese dell’anno passato, abitudine che sarebbe di buon auspicio per l’anno entrante.

Tradizione a parte, durante la serata del 31 dicembre l’isola si anima di vita notturna e di musica: sono moltissimi i ristoranti che propongono menu per l’ultima notte dell’anno, (meglio prenotare in anticipo), e sono moltissimi anche i locali, tra night-club e discoteche, che propongono ricchi veglioni di capodanno, con musica e balli fino alla mattina e, talvolta, anche la cena compresa nell’ingresso. Di certo non avrete la scelta e la folla di agosto, ma c’è di che divertirsi! Prendete a riferimento il Paseo Maritimo, il lungo viale a mare di Palma dove si affiancano decine e decine di bar e locali alla moda, dove i “butta-dentro” la fanno da padrone a suon di assaggi di cocktail… attenzione a non esagerare! Per chi vuole proseguire la serata in uno dei famosi club dell’isola, qui troverete anche molti PR e non avrete che l’imbarazzo della scelta. Vi ricordiamo la vicina zona di Magaluf (20 Km), nota per i locali di tendenza e gli eccessi, soprattutto da parte di turisti del nord Europa: andateci se cercate un po’ dio sballo e siete giovani, altrimenti alla larga! Ecco i migliori locali: a Palma Titos e El Divino; a Magaluf: BCM e Pacha. Per i programmi, informatevi in loco!

Un’altra delle esperienze che valgono il viaggio è la cucina, che qui è varia e dai sapori molto adatti ai giusti Italiani. Ovunque troverete localini o veri ristoranti dove mangiare qualcosa, ma assaggiate assolutamente anche il cibo da strada, che qui è particolarmente invitante ed economico! Da provare i due piatti tipici della zona, tanto somiglianti ad alcune pietanze del nostro sud: la sobrassada, in tutto simile alla soppressata nostrana tipica in tante regioni, è un salume piccante a base di carne di maiale e di paprika, appena speziato. La ensaimada, invece, è una pietanza dolce che ricorda vagamente i dolci artigianali del nostro Abruzzo: in un impasto lievitato a base di farina di frumento, uova e strutto, viene spalmato uno strato di crema a piacere, che può essere quella pasticcera, la panna montata, crema al cioccolato, e talvolta con una tradizionale crema di zucca, ingrediente molto utilizzato nella zona.
A questi piatti, più specificamente tipici di Maiorca, si aggiungono le pietanze tradizionali spagnole, come la paella, particolarmente ricca nelle isole perchè impreziosita dal pescato delle coste, oppure il saporito polpo alla Galleba.

Per il cenone di Capodanno, gli spagnoli, e così i maiorchini, solitamente servono in tavola la Tostata de Brandada de Bacalao, piatto a base di baccalà conservato sotto sale, fatto dissalare per 24 ore, quindi cucinato in padella con soffritto di aglio e peperoncino. Una volta cotto, il pesce verrà tritato e pestato fino a creare un composto cremoso che verrà a sua volta steso su fette di pane, che verranno poi messe a grigliare in forno.


2014-10-02

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