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Capodanno a Santo Domingo (Repubblica Dominicana)

Santo Domingo a capodanno
Santo Domingo: la famosa spiaggia di Boca Chica sarà molto più affollata di così, a capodanno...!



Affacciata sul Mar dei Caraibi in corrispondenza della foce dell’Ozama, Santo Domingo de Guzmán è la capitale della Repubblica Dominicana.

La città è divisa nelle due province di Distrito Nacional, sede dell’amministrazione governativa, e di Santo Domingo, divisa a sua volta nei comuni Santo Domingo Est, Santo Domingo ovest e Santo Domingo nord, in base alla loro posizione rispetto al fiume Ozama. Prima colonia spagnola del Nuovo Mondo ed è il più antico insediamento europeo ancora esistente nel continente americano, Santo Domingo fu fondata nel 1498 dal fratello di Cristoforo Colombo, Bartolomeo, e fu chiamata così in onore del santo del giorno della fondazione.

Le vacanze su quest’isola si effettuano per lo più all’interno dei villaggi turistici all-inclusive oppure con toccate e fuga durante una crociera: come sapete noi siamo “alternativi” e dunque vediamo qualche consiglio per chi decide di trascorrere il capodanno nella capitale della famosa isola caraibica, optando quindi per una vacanza non solo di mare e spiagge con le palme, ma anche di immersione nella frenetica vita di questa metropoli dei Caraibi di quasi 3 milioni di abitanti!

Informazioni pratiche

Il clima

Il clima di Santo Domingo è tropicale secco, con una temperatura media di 26° e il basso indice di precipitazioni rende tutta l’isola un luogo ideale per un capodanno al sole. Essendo nel cuore dei Caraibi, vi stupirà sapere che il mare della città è molto inquinato (tanto che in molte zone vige il divieto di balneazione), ma già spostandosi un poco dal centro e dall’area portuale il panorama assume sempre più l’aspetto di un paradiso tropicale.

Santo Domingo a capodanno
Santo Domingo: la famosa spiaggia di Boca Chica sarà molto più affollata di così, a capodanno…!

Come arrivare

I collegamenti per Santo Domingo sono continui: la città è dotata di due aeroporti internazionali, l’aeroporto Las Américas (il principale aeroporto passeggeri, collegato con le maggiori capitali europee) e l’aeroporto La Isabela, ma è possibile raggiungerla anche via mare attraccando al porto Multimodal Caucedo, il maggiore di tutti i porti dei Caraibi, o al porto di Santo Domingo, sul lato ovest del fiume Ozama.

Come spostarsi

Per spostarsi sulla terraferma le alternative spaziano dalla metropolitana (per adesso vi sono poche stazioni, ma sono in costruzione ben 6 linee!) ai taxi, ma i mezzi di trasporto più tipici ed usati dal locali sono gli autobus statali e gli autobus privati (guaguas), più piccoli, con partenze condizionate dal raggiungimento di un numero minimo di passeggeri e con fermate a richiesta. Un altro modo di spostarsi è usando il “carro publico”, auto che seguono un percorso fisso lungo le vie principali riconoscibili dall’insegna sul tettuccio e più economiche dei taxi.

Santo Domingo: non solo spiagge

La località balneabile più vicina è la spiaggia di Boca Chica, in una zona ricca di hotel, ristoranti e locali notturni molto frequentati. Decisamente molto caotica, turistica ed un po’ trasgressiva. Tra le mete più gettonate per capodanno consigliamo però Playa Bavaro, la località costiera più animata di Santo Domingo, ricca di locali e resort esclusivi che offrono agli ospiti un trattamento completo di ogni comfort.

A nord di Bavaro, la Repubblica Dominicana mostra il suo lato più tradizionale con le bateyes, piccoli villaggi immersi in un ambiente rurale dove domina la coltivazione della canna da zucchero e dove i cavalli rappresentano ancora un mezzo di trasporto. Molto suggestiva è Playa Limòn, una spiaggia lontana dalla movida nei pressi della laguna caratterizzata da fitte palme sullo sfondo delle basse montagne domenicane.

Ancor più interessanti per gli amanti della natura sono il Parco Nacional Los Haitises, un ambiente che si sviluppa tra intrecci di mangrovie e di grotte sotterranee, ed il Parco Nacional del Este, dove potrete dedicarvi allo snorkeling, al diving o semplicemente ammirare il fondale dominicano grazie alle gite sulle barche col fondo trasparente.

Santo Domingo è anche un luogo privilegiato per avvistare le balene, nei mesi invernali infatti centinaia di esemplari si riuniscono nella Baia di Samanà, un evento emozionante e piuttosto raro per una specie che generalmente si sposta in piccoli gruppi.

Capodanno a Santo Domingo

A San Silvestro (ma anche, a dire la verità, in ogni altro giorno dell’anno!), a farla da padrone nei locali è il merengue che si balla in moltissimi i locali della città: consigliamo ai veri appassionati di queste danze di dirigersi però non nei locali turistici bensì verso i quartieri meno turistici, meglio se accompagnati da qualche persona del posto.

In ogni angolo di Santo Domingo i festeggiamenti di capodanno sono a base non di champagne bensì di rum, la bevanda nazionale bevuta con ghiaccio oppure Coca-Cola. Le marche più consumate sono il Barcelò, il Brugal ed il Bermùdez e non esistono limiti d’orario o d’età per bere alcolici, ma se avete paura di esagerare non preoccupatevi troppo perché i dominicani hanno un rimedio ricostituente dopo la notte più lunga dell’anno: si tratta della famosa”asopao”, una zuppa preparata con pollo, riso, pomodoro, coriandolo, un vero toccasana e di cui esistono innumerevoli varianti.

Il cibo dominicano è una combinazione della cucina indigena dei Tainos e di quelle spagnola, africana e più recentemente della cucina haitiana ed afro-antillana. Un’altra delle specialità di Santo Domingo è la “bandera”, un piatto unico a base di riso bianco, fagioli neri o rossi, carne stufata, insalata e platani fritti (una sorta di banane). Famoso è anche il “sanchoco”, un piatto per le grandi occasioni, a metà tra una zuppa e uno stufato, preparato con carne bovina, yucca (simile alle patate), platano, coriandolo e altre spezie. Tra gli ingredienti più usati spicca la carne di maiale ma ovviamente non mancano ricette di pesce, come il “pescado con coco”, pesce in salsa di latte di cocco tipico di Samanà. Da assaggiare anche i piatti a base di crostacei, che in quest’area sono ottimi, economici e abbondanti. Tra tutti consigliamo il locrio, versione dominicana della paella spagnola con riso, gamberoni, gamberi, merluzzo, aringhe e sardine.

 

 


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